Regole redazionali

Iure proprio si rivolge a qualsiasi utente che abbia interesse per il diritto, dunque gli Autori sono invitati a esporre i propri contenuti chiaramente e con semplicità.
La Redazione ha scelto di utilizzare per l’inserimento l’interfaccia offerta da WordPress. Essa consente di modulare i contributi in Articoli e Commenti.

Articolo
Questo strumento permette di inserire un elaborato di varia lunghezza e contenuto. Il modulo standard che l’Autore è tenuto a rispettare prevede:

  • Titolo: deve essere conciso e identificare chiaramente l’argomento affrontato nel testo. Nel caso in cui l’articolo faccia diretto riferimento a un testo di legge o a un provvedimento giudiziario, questi andranno indicati nel titolo in forma abbreviata, in maiuscolo e tra le parentesi quadre (es.: [L. N. 1/2009]; [D. LGS. N. 1/2009]; [TRIB. PISA 01/01/2009]; [CASS. N. 1/2009]; [CASS. PEN. N. 1/2009]; [CASS., SS.UU., N. 1/2009]).

  • Corpo dell’articolo: contiene il testo per intero. Per chiarezza espositiva, è bene dedicare una breve introduzione di richiamo all’argomento trattato. L’introduzione è imprescindibile nel caso in cui il contributo si risolva in una mera segnalazione di novità legislative, giurisprudenziali o dottrinarie.

  • Categoria: nella pagina per l’inserimento dell’articolo, è presente l’elenco di tutte le materie giuridiche oggetto del sito (categorie). Per ogni contributo, è necessario spuntare la categoria di riferimento, con possibilità di indicarne fino a un massimo di cinque.

Commento
A corredo di ogni articolo inserito, l’Autore e ogni altro utente registrato di Iure proprio possono inserire una riflessione, un aggiornamento, una segnalazione, attraverso il modulo che compare alla fine di ogni post. Il contenuto è, ovviamente, libero, salvi i limiti generali di cui sopra.

Per la migliore fruizione e comprensione di tutti i contenuti inseriti, ogni Autore dovrà curare l’uso della punteggiatura. Il modulo fornito da WordPress per gli articoli consente di riportare, sotto l’etichetta Visuale, il testo così come impostato dal proprio editor. È, altresì, possibile intervenire sulla formattazione attraverso le tag html, sotto l’etichetta HTML.
Riguardo alla formattazione di ogni contributo, bisogna optare per la giustificazione del testo. Si ricorda che grassetto e sottolineature richiedono parsimonia. È consigliato limitare l’uso del corsivo ai termini stranieri, ai latinetti e al corpo delle citazioni.
In particolare, è necessario scrivere in grassetto nel testo i riferimenti normativi e giurisprudenziali, dei cui testi integrali si raccomanda caldamente la segnalazione, ogni volta che sia possibile, con rinvio, preferibilmente, al link esterno in cui sono reperibili o, quantomeno, alla versione cartacea, indicandoli tra parentesi o in nota a piè di pagina, contrassegnata da numeri arabi ordinati in apice, questi ultimi da inserirsi nel testo subito dopo le virgolette, senza spazi.
Per il rinvio a link esterni, è richiesto che si nasconda l’URL completo e si palesi, invece, l’indirizzo principale del sito di riferimento o il nome del link. Es.: <a href=“http://www.nomesito.it/paginevarie.htm” target=”_new”>www.nomesito.it</a>. Si raccomanda di adoperare la tag html su indicata (in particolare il comando target=”_new”) affinché il link si apra in una pagina nuova.
Andranno, poi, in corsivo e tra doppie virgolette inglesi (“”) o caporali («») i brani estratti, di cui bisogna sempre indicare la fonte, quando necessario con nota a piè di pagina.

A garanzia dell’uniformità ed esaustività delle citazioni, la Redazione indica i seguenti paradigmi:

Riferimenti bibliografici
Cognome Autore Nome puntato, In corsivo il titolo della pubblicazione, luogo di pubblicazione, nome abbreviato della rivista, anno di pubblicazione, pagine (senza “p.”). I coautori vanno separati da un trattino (es.: Malfatti E. – Panizza S. – Romboli R., Giustizia costituzionale, Torino, 2003, 89 ss.)
Per i saggi pubblicati su volumi collettanei, dopo aver indicato il nome del singolo autore in grassetto e il titolo del saggio in corsivo si aggiungerà: in Nome Curatore [i nomi di più curatori vanno separati dalla virgola e, alla fine, dalla congiunzione “e”] (a cura di), Nome del volume, luogo di pubblicazione, anno di pubblicazione, pagine (es.: Marzaduri E., Procedimento davanti al tribunale in composizione monocratica, in G. Conso e V. Grevi (a cura di), Compendio di procedura penale, Padova, 2006, 733 ss.).

Riferimenti giurisprudenziali
Quando usati per la prima volta nel corpo del messaggio, si deve indicare: autorità emanante (es.: Cass. pen., sez. III,; Cass., SS.UU.,; C. Cost.,), data del deposito (es.: 1 febbraio 2007), numero (es.: n. 12345). Nel titolo e nei successivi rimandi, è sufficiente indicare l’autorità emanante seguita da numero e anno (es.: n. 1 del 2007; n. 1/2007). Nel caso si debba indicare la rivista dove il testo della decisione è reperibile, questa andrà riportata in corsivo, in forma abbreviata e con la prima lettera maiuscola, seguita dall’anno di pubblicazione, eventualmente dal numero del fascicolo e dai numeri delle pagine (es.: Cass. pen., sez. III, 12 febbraio 2007, n. 503, in G. al dir., 2, 2007, 55 ss.).

Ogni Autore è responsabile del rispetto delle regole su esposte. Violazioni ripetute e macroscopiche di queste indicazioni, comportano che l’articolo venga “nascosto” dalla lettura al pubblico, fino alla sua rettifica a opera dell’Autore stesso.

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